Storia - Proloco Floridia Villa dei Re

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La nostra città
La Storia di Floridia
XIRIDIA, CHIRIDIA
oggi FLORIDIA

La storia di XIRIDIA, oggi Floridia, si perde nella notte dei tempi. Essa andò formandosi con la storia delle varie dominazioni avute in Sicilia, e purtroppo, proprio a causa di tante guerre e distruzioni nulla ci pervenne ai nostri giorni, e se qualcosa si è potuto ricostruire lo dobbiamo al caso e alla perspicacia del grande archeologo Prof. Paolo Orsi che, con certosina pazienza e profondi studi, ha potuto dare un volto ed una spiegazione a ciò che nel tempo si è rinvenuto nel territorio di Xiridia di cui ci occupiamo.
Le campagne di Xiridia erano un tempo pregne di ville romane, ma fu scoperto dal Prof. Orsi che vi erano anche delle fattorie che poi divennero villaggi agricoli, i quali, ingrandendosi, presero poi forma di Borgo e da qui scaturì, prima lo scorporo dal feudo di Monasteri, poi il riconoscimento del nome e del territorio (1297) ed, infine, la fondazione del paese per opera del Barone Don Lucio Bonanno di cui ci occuperemo in seguito.
Il Gaetani, nella sua opera Sicilia Nobile, vol. 11, pag. 49, così. ì, scrive: “Fassi questa (Floridia) vedere su deliziosa pianura della città di Siracusa. E’ baronale col mero e misto imperio. Dicevasi anticamente Xiridia, ed era Villa Reale dei Re di Sicilia”, e ancora in seguito così si esprime: “La terra di Floridia, in alcune antiche scritture, vien decorata col titolo di Città, ed in altre col titolo di Villa Cesarea”. In un altro passo afferma: ” Fu un tempo feudo di Corrado di Camera”.
Infatti il primo a possedere questo feudo fu proprio un Corrado Camerario nel 1130, e alla di lui morte, non lasciando credi, il feudo passò sotto il Regio Demanio.
Nel 1552 troviamo feudatario un Giovanni Nicolò Perno, succeduto al Barone Girolamo suo padre, e possiamo confermare che i Perno amministrarono per ben due secoli il feudo-Casale di Floridia, dopo di che il feudo passò ai Nobili Bonajuto di cui Donna Flavia sposò Lucio Bonanno che divenne feudatario intorno al 1600.
E riferendoci a quanto ha scritto il Curcio circa il sito, le cascine e la vita del Casale di Floridia, nel 1500, riportiamo testualmente la sua descrizione con vero piacere: “Impossibile conoscere se i predecessori l’avessero o pur no abbellita, ma è certo che allora era incantevole assai. Due alte e serrate file di pioppi, dal cancello al Casinò, fiancheggiavano il viale di entrata, dilungatosi sotto un magnifico pergolato di zibibbo. Un gruppo di cascine, strette le une alle altre, e abitate da gente che lavora il feudo, costituivano il Casale, di cui è spesso menzione nei privilegi concessi ai singoli Feudatari.
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